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Quanto dura il cibo cotto in frigo: piatto per piatto, secondo le fonti ufficiali

Riso, pasta, sugo, verdura, carne, pesce e frittata: cosa dicono l'Istituto Superiore di Sanità e l'EFSA, dove non danno un numero e quanti giorni propone FreshTrack NFC in ogni caso.

Pubblicata il 3 novembre 2026 da SOFTAPP SOLUTIONS LLC · Aggiornata il 3 novembre 2026 · Fonti consultate il 3 novembre 2026

La risposta breve

Il cibo cotto si tiene in frigo al massimo 2-3 giorni. È il limite dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) per gli avanzi: «idealmente, non dovrebbero essere conservati per più di 2-3 giorni».

Né l'EFSA né il Ministero della Salute danno un numero di giorni. L'EFSA dice solo di non conservare il cibo cotto «per troppo tempo, anche in frigorifero». Nessuna delle fonti ufficiali che abbiamo letto dà un limite diverso per la pasta, per il sugo o per la minestra: per quasi tutto vale la regola generale.

L'eccezione è il riso. L'ente britannico per la sicurezza alimentare (FSA) indica 24 ore; le fonti italiane non dicono niente di specifico, e ne parliamo più sotto.

ISS, EFSA e CREA concordano su due cose: il cibo cotto va in frigo entro due ore e il frigo deve essere freddo (sotto i 5 °C per l'EFSA; intorno ai 4-5 °C per il CREA). Se sai che non riuscirai a mangiarlo in tempo, congelalo subito, non l'ultimo giorno.

Piatto per piatto

FreshTrack NFC ha già pronti dieci tipi di cibo cotto (più due crudi, carne e pesce, che non sono l'oggetto di questa guida). Per ognuno: cosa dicono le fonti ufficiali e quanti giorni propone l'app di base.

Giorni in frigo del cibo cotto secondo le fonti ufficiali e valori predefiniti di FreshTrack NFC; fonti consultate il 3 novembre 2026
PiattoFrigo secondo le fonti ufficialiFreezer secondo le fonti ufficialiFreshTrack NFC di base (frigo / freezer)
Riso cotto24 ore (FSA, Regno Unito); ISS: 2-3 giorni come regola generalenessuna cifra2 giorni / 90 giorni
Pasta cotta2-3 giorni†nessuna cifra3 giorni / 60 giorni
Legumi / stufato2-3 giorni†nessuna cifra3 giorni / 90 giorni
Zuppa / crema (minestra, passato)2-3 giorni†nessuna cifra3 giorni / 90 giorni
Carne cotta2-3 giorni†nessuna cifra3 giorni / 90 giorni
Pesce cotto2-3 giorni†nessuna cifra2 giorni / 60 giorni
Verdura cotta2-3 giorni†nessuna cifra3 giorni / 60 giorni
Frittata / uovo2-3 giorni†nessuna cifra2 giorni / 30 giorni
Sugo e salse fatte in casa2-3 giorni† (l'ISS segnala le salse e le creme come preparazioni «particolarmente deperibili»)nessuna cifra4 giorni / 90 giorni
Dessert fatto in casa2-3 giorni† (creme comprese: «particolarmente deperibili»)nessuna cifra3 giorni / 30 giorni

Fonti: ISS, Gli avanzi delle Feste, dieci suggerimenti per conservarli in sicurezza riducendo gli sprechi (19 dicembre 2025, modificata il 16 febbraio 2026); FSA, Home food fact checker (in inglese). Giorni di FreshTrack NFC: valori predefiniti dell'app.

† Per questo piatto non c'è una cifra propria. In quelle caselle abbiamo messo la regola generale degli avanzi dell'ISS («idealmente non più di 2-3 giorni»). Non abbiamo riempito nessuna casella con un numero che le fonti non danno. Nemmeno sul freezer: l'ISS, l'EFSA e il Ministero non pubblicano, almeno nelle pagine che abbiamo letto, una tabella di mesi per i piatti cotti. L'FDA statunitense sì (tabella in inglese); la citiamo come riferimento straniero, non come regola italiana.

Tre cose per leggere la tabella:

Qualunque colonna segua, conta i giorni dal momento in cui hai cucinato e scrivilo sul coperchio. Se vuoi tenere il conto di tutto quello che hai in freezer, non solo di ogni contenitore, serve un'altra guida, che per ora abbiamo solo in spagnolo e in inglese.

Il caso del riso

Nessuna delle fonti italiane o europee che abbiamo letto parla del riso cotto. L'ISS, l'EFSA e il Ministero non lo nominano (il CREA lo cita solo crudo, in dispensa). Per questo ricorriamo alla FSA britannica, che invece è chiarissima: «il riso si può mangiare freddo se si raffredda in fretta; mettilo in frigo e consumalo entro 24 ore».

Il motivo, secondo la FSA: il riso crudo può contenere spore di Bacillus cereus, e le spore sopravvivono alla cottura. Più a lungo il riso cotto resta a temperatura ambiente, più è probabile che il batterio o le sue tossine lo rendano non sicuro. E la FSA precisa: non è il riscaldamento a causare il problema, ma il modo in cui il riso è stato conservato prima.

Qui non c'è un numero italiano da contrapporre. Se devi scegliere, scegli la prudenza: 24 ore. Quello che vale comunque:

  1. Raffreddalo il prima possibile, idealmente entro un'ora (FSA).
  2. Dividilo in porzioni piccole: si raffredda prima. Lo stesso consiglio lo danno il CREA e l'ISS per tutti gli avanzi.
  3. Non lasciarlo nella pentola, nella vaporiera o nel cuociriso a raffreddarsi.
  4. Riscaldalo una volta sola, finché non è fumante anche all'interno.

E l'insalata di riso? Nessuna fonte ufficiale dà un numero. Contiene riso: ricordati del caso del riso.

Le domande più frequenti

Risposte brevi, con la fonte. Quando le fonti ufficiali non danno un numero, lo diciamo.

Quanto dura la pasta cotta in frigo?

Nessuna fonte ufficiale dà un numero solo per la pasta. Vale la regola generale dell'ISS: 2-3 giorni. Condita o in bianco, in contenitore chiuso. Se è al forno (lasagne, pasticci) vale lo stesso: è un piatto cotto.

Quanto dura il sugo in frigo?

Nessuna fonte ufficiale dà un numero per il sugo di pomodoro. L'ISS include salse e creme tra le preparazioni «particolarmente deperibili» da tenere ben refrigerate. Regola generale: 2-3 giorni. Non è lo stesso del sugo in barattolo: una volta aperto, vale quello che dice l'etichetta del produttore.

Quanto dura la verdura cotta in frigo?

Nessuna fonte ufficiale dà un numero per la verdura cotta. Regola generale dell'ISS: 2-3 giorni. Vale anche per la verdura cotta al vapore.

Quanto dura il pollo cotto in frigo? E il pesce?

Nessuna fonte ufficiale che abbiamo letto distingue tra carne, pollo e pesce una volta cotti: per tutti, idealmente non più di 2-3 giorni.

Quanto dura la minestra o il minestrone in frigo?

Stessa regola: 2-3 giorni. Quando la riscaldi, l'EFSA dice di usare un termometro per portare minestre e stufati a 70 °C e di riscaldare bene le pietanze; il CREA, di farle diventare «molto calde anche all'interno».

Quanto dura la frittata, e l'uovo sodo?

Nessuna fonte ufficiale italiana dà un numero per la frittata o per l'uovo sodo. Vale la regola generale: 2-3 giorni.

E il cibo cotto sottovuoto?

Qui non ti possiamo dare un numero: nelle fonti ufficiali italiane che abbiamo letto non c'è una regola per il cibo cotto in casa e messo sottovuoto. Se invece è un prodotto confezionato e integro, vale la durata scritta dal produttore sulla confezione (lo dice il CREA), e una volta aperto, qualche giorno.

Quanto può stare fuori dal frigo?

Al massimo due ore (ISS, EFSA, CREA). Il CREA aggiunge: un'ora in estate. Dopo, non vale la pena rischiare.

E il cibo cotto scongelato?

Scongela in frigo, dove la temperatura è più sicura (EFSA, ISS, CREA); non a temperatura ambiente. Le fonti italiane che abbiamo letto non indicano per quanto tempo si può tenere dopo lo scongelamento, e un numero che non abbiamo non te lo diamo.

Perché le fonti non coincidono

In realtà quasi coincidono: il limite generale è 2-3 giorni nell'ISS, e nell'EFSA e nel Ministero della Salute non c'è un numero. Ciò che cambia è il riso, dove la FSA scende a 24 ore, e la FSA in generale: per gli avanzi dà 48 ore.

Nessuna delle fonti spiega, nelle pagine per i consumatori che abbiamo letto, perché ha scelto proprio quei numeri, e non ne inventiamo una ragione.

E FreshTrack NFC, dove si colloca? Non sempre dalla parte prudente, ed è giusto saperlo:

Se preferisci essere più prudente, si cambia: Impostazioni → Tempi di scadenza, tocchi il tipo (per esempio «Riso cotto») e abbassi «Frigo» a 1 giorno. Il frigo ammette da 1 a 30 giorni e il freezer da 1 a 365. La modifica vale per i contenitori che riempirai dopo; quelli già pieni mantengono la loro data.

Da quando si contano i giorni

Né l'ISS né le altre fonti definiscono un «giorno uno» più preciso di «avanzi». La lettura prudente, e quella che usiamo, è contare dal giorno in cui hai cucinato, non dal giorno in cui apri il contenitore.

La regola delle due ore e come raffreddare in fretta

Quando congelare e quanto dura in freezer

Congela quando decidi di farlo, non quando manca un giorno. L'ISS: gli avanzi vanno in frigo o in congelatore entro poche ore dalla cottura.

Perché l'odore non basta

«Ha un buon odore, lo mangio?». Qui le fonti dicono due cose, e vanno tenute insieme.

L'ISS elenca i segni di deterioramento da non mangiare: muffa, odori acidi o rancidi, colore alterato, consistenza diversa. Il CREA aggiunge che un cattivo odore o un sapore rancido sono segno sicuro di non salubrità. Ma il contrario non vale: sempre per il CREA, gli alimenti contaminati possono mantenere colore, odore e sapore di sempre, e «un bell'aspetto non è una garanzia di cibo sano».

Gli avanzi non hanno una data stampata: la data sei tu. Se non ricordi quando li hai cucinati, nel dubbio, buttali.

A mano, o con FreshTrack NFC

Si può fare tutto a mano, con la tabella qui sopra, un pennarello e un pezzo di nastro adesivo.

Scrivi sul coperchio il giorno in cui hai cucinato e guarda la tabella quando serve. Se preferisci non scrivere a mano, un'etichetta NFC sul coperchio fa lo stesso senza inchiostro.

Noi abbiamo fatto FreshTrack NFC perché non volevamo rifare il conto ogni domenica. Quando riempi un contenitore scegli che cos'è (i tipi della tabella) e se va in frigo o in freezer; l'app calcola la data con quei giorni, ti dice quando scade e ti avvisa una volta al giorno: di base, due giorni prima e alle 9:00. I giorni e l'ora si cambiano in Impostazioni, quindi se per il riso preferisci il limite della FSA, lo lasci a 1 giorno. È gratuita, senza pubblicità, senza acquisti e senza account, ed è nostra.

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Le date calcolate da FreshTrack NFC sono stime indicative basate su standard generali di conservazione degli alimenti (linee guida di tipo FoodKeeper dell'USDA e raccomandazioni di sicurezza alimentare). Non sostituiscono la data di scadenza o il termine minimo di conservazione stampati sulla confezione, né il tuo giudizio su aspetto, odore o sapore dell'alimento. Nel dubbio, non consumarlo.


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